Viaggio ai confini dell’universo per ritrovare il senso della vita

Il 25 Dicembre di un anno lontano lontano, il Governatore della stazione orbitale Bamb16, confinata nel 26° universo conosciuto di quel tempo, decise di inviare i sudditi più fedeli ad esplorare gli altri universi. Da decenni cercava di comprendere come mai, nel suo Universo, la gioia degli abitanti fosse ad un passo dall’ estinzione. Le persone vagavano come automi, con l’unico scopo di adempiere a tutte le mansioni della giornata, con navette super veloci e auto pilotate, consumando pasti concentrati in capsule minuscole.

I bambini studiavano a casa, dove del resto svolgevano tutte le altre attività con degli ologrammi. Tutto in maniera rigorosamente ordinata e ripetitiva. I sudditi di Bamb16 intrapresero così il viaggio per la ricerca della verità, su navi stellari a propulsori solari, tra salti interplanetari e varchi temporali tra universi paralleli. Girarono mondi per decenni, galassie in lungo e in largo: la situazione era la medesima in ogni dove.

Talvolta, con il traduttore intergalattico, intraprendevano discorsi con gli abitanti degli altri pianeti e, più il tempo trascorreva, più comprendevano come “l’Evoluzione”, l’individualismo e la tecnologia avessero condotto ogni essere, di ogni angolo remoto, alla più totale solitudine. Erano passati ormai trent’ anni dalla prima spedizione e quasi tutti gli universi, grazie alla tecnologia super avanzata dei sudditi, erano stati esplorati. Quando ormai predominava la rassegnazione, una mattina, la navicella Spe8 atterrò su una spiaggia dalla soffice sabbia, accarezzata da un oceano color turchese e lì un bambino costruiva il suo castello proprio vicino all’acqua.

Fantasticando tra mille avventure, gioioso, nemmeno si accorse della presenza del sommo suddito, il quale fu attratto visibilmente dall’attività “insolita” di quel ragazzo. Cercando di essere poco invadente, gli chiese :<<Come ti chiami e cosa stai facendo?>>. Il ragazzo rispose :<<Mi chiamo Elpìs e proteggo i soldati del mio castello>>. E ancora il suddito :<<Come mai a ridosso proprio delle onde, che da un momento all’ altro butteranno giù la tua costruzione?>>. Il bambino serafico replicò :<<Il bello sta proprio nel costruire e ricostruire. Domani ne farò uno più grande e mi divertirò ancora di più!>>. Il sommo suddito, visibilmente commosso, mentre il bambino continuava nella sua attività, inviò con il suo trasmettitore spaziale alla stazione orbitale Bamb16 le immagini di quei momenti di gioia e di assoluta spensieratezza.

Il Governatore, ormai anziano, senza dire nemmeno una parola, con gli occhi sgranati e pieni di commozione, capì come riportare la gioia sulla stazione orbitale. Telepaticamente inviò ad ogni suddito adulto il seguente messaggio :<<Cari sudditi, finalmente, dopo avere cercato in tutti gli universi paralleli, abbiamo la risposta alla causa del nostro decesso emotivo. Da questo momento gli ologrammi saranno banditi. Vi esorto a far giocare i “vostri” figli con la terra, tra la natura e a farli correre all’ aria aperta; soprattutto che la loro creatività emerga senza interferenze>>.

Come il pensiero iniziò a fluttuare tra le menti di ognuno, un senso di pace assoluta pervase la mente e il corpo del Governatore. Finalmente aveva dato un senso alla sua vita e comprese come dai bambini sarebbe ripartita la speranza di creare un mondo pieno di gioia.

AUGURI DI BUONE FESTE DA PARTE MIA E DELL’UNIVERSO E CHE OGNI RAGAZZO POSSA ESPRIME SEMPRE, IN OGNI CASO, IL PROPRIO POTENZIALE.

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