Non sudare, Non correre! E se in realtà non fossero…

<<Non sudare>>. Sono convinto che viene pronunciata per avere meno impegni manuali al termine delle varie attività e perché, lasciando i ragazzi “immobili”, possono essere ammaestrati più facilmente. Il sudore elimina le tossine, i grassi e di conseguenza è salutare. Quando “vostra” figlia esala sudore, sorridete, perché sta compiendo un passo verso il benessere fisico. Gioite e incitatela ad andare avanti e sostituite, una volta per tutte, questa pessima frase con un <<Bravi ragazzi, sudate più che potete! Una bella doccia calda vi rimetterà in sesto>>. Ve lo dice uno che, appena suda, perde la voce se ritarda anche di un minuto nel fare la doccia. Mia madre e mio padre, negli anni 80, mi accompagnarono persino a Roma dal grandissimo e compianto Dott. Giovanni Bollea, famoso neuropsichiatra specializzato nella motricità infantile (autore peraltro dei libri “Le madri non sbagliano mai” e “Genitori maestri di felicità”), al quale risultò strano il comportamento del mio corpo nell’atto di sudare. Serafico, comunque, rispondeva <<Sei forte come un leone. Vai sempre avanti così>>. Lo ricordo come fosse ora. Rimanere senza voce, soltanto per avere sudato, mai è stato un problema e le mie innumerevoli e abbondanti grondate mi hanno fatto crescere forte e sano. Un’altra affermazione inerente la comunicazione che può essere rivista è  <<Non correre>>. Mi viene in mente quanto ribadiva la madre a Forrest Gump interpretato dal maestoso Tom Hanks. “Corri Forrest, corri!”. Lui correva talmente forte che il suo passo spedito lo conduceva in ogni luogo. Decise di correre attraverso l’America da est a ovest e per più di una volta. Diventò un simbolo per tutti, tanto che centinaia di persone iniziarono a seguirlo. Certo, lui correva per esigenza ma lo faceva senza pensare ad altro. Si, lo so, state pensando, “è solo un film”. Immagino che anche al grande Mennea la madre dicesse <<Corri Pietro e vola dove vuoi>>. Il suo record mondiale nei 200 mt piani di 19’72’’, è rimasto imbattuto per 17 anni ed esattamente dal 1979 al 1996. Dopo la sua folgorante carriera sportiva, Mennea si è laureato quattro volte. Ha scritto numerosi saggi sullo sport e svolto l’attività di avvocato e commercialista. Avrei tanto desiderato intervistare la madre e il padre per capire i messaggi che da piccolo trasferivano al figlio Pietro. Sono assolutamente convinto, tuttavia, di piena fiducia ed ottimismo. Dite ai vostri ragazzi, quindi, <<Amore, prima di correre valuta il terreno e poi decidi tu a quanto vuoi andare>>. Se sono ancora alle prese con i primi passi, valutate voi per loro la superficie e dategli quella che credete possa essere la giusta andatura. Cadranno qualche volta, si rialzeranno sempre più forti e correranno verso i loro sogni, con energia e convinzione.

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