La porta del bagno aperta ci terrorizza…

La porta del bagno aperta ci terrorizza…

Tra le azioni più comuni c’è quella di lasciare la porta del bagno chiusa mentre all’interno si svolgono “operazioni” quotidiane. Lasciate, una volta per tutte, questa benedetta porta aperta. Giungerà il messaggio che, dentro “quella oscura camera”, ci sono per gli adulti le stesse e normali esigenze dei piccoli, piuttosto che lasciare immaginare di chissà quali eventi catastrofici siano capaci i “grandi”, rinchiusi nella loro fortezza. Mi permetto di dire che “l’intimità condivisa”, come la chiamo io, è uno dei veicoli che porta la comunicazione sullo stesso livello, ovvero sull’assenza di pregiudizi o di superiorità, “professate” dai componenti della famiglia. “L’intimità condivisa”, inoltre, aiuterà nel futuro ad affrontare i discorsi sul sesso e qualsiasi altro argomento inerente l’intimità con molta tranquillità, per il semplice fatto che il confronto con gli altri, “attraverso” il proprio corpo, risulterà già “trattato”. Inoltre, praticare azioni come abbracci e carezze risulterà molto più semplice, in quanto avrete valicato la barriera invisibile che vi separa dalle famose cure manuali alle quali, per quanto si faccia difficoltà ad ammetterlo, si fa “fatica” ad avvicinarsi. Tuttavia conosco persone che per nessun motivo al mondo, nemmeno esposti ad un contatto ravvicinato con un’entità superiore, rinuncerebbero al loro momento di intimità, che infatti rimane esclusivamente loro, senza nessuna possibile “connessione” con il mondo esterno. Qualcuno si starà chiedendo se una semplice porta del bagno aperta possa creare gli atteggiamenti descritti o la semplicità di vivere alcuni momenti. Se anche voi fate parte di questa categoria di persone, senza assolutamente sentirvi a disagio o amareggiati, provate solo per una settimana a comportarvi come descritto e a constatare se sul piano dell’intimità famigliare avvengano dei cambiamenti. Scrivetemi a riguardo, se vi fa piacere, per descrivere i risultati ottenuti.

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