I limiti circoscrivono le capacità “illimitate” dei ragazzi

I limiti circoscrivono le capacità “illimitate” dei ragazzi

Ricordo ancora quando la mia considerazione riguardo gli animali era assolutamente diversa da oggi. Un giorno, sopraggiunto il momento di cambiare l’acqua dell’acquario, uno di quelli a forma di palla per intenderci, adagiai i pesci nella vasca con circa venti centimetri di acqua.

Mentre mi apprestavo ad effettuare la pulizia di quella “minuscola casa” a forma di sfera, notai che i miei “amati” pesciolini rossi erano fermi, come immobilizzati, in un angolo di quella “enorme” vasca.

La loro staticità, nonostante gli incoraggiamenti, rimaneva la medesima. Senza rendermene conto, infatti, avevo creduto che la superficie a disposizione avrebbe potuto farli scorrazzare liberamente in quello che doveva mostrarsi ai loro occhi un oceano, essendo abituati a sopravvivere (credo sia il termine migliore) in uno spazio angusto e ridotto. In quel preciso momento capii che, avendo i pesciolini vissuto per tutta la vita in un ambiente rimpicciolito, credevano che il loro mondo fosse tutto in quello spazio scomodo, raffigurato dalla triste palla. Il cervello umano rappresenta la propria realtà e i propri limiti per come gli vengono impostati, proprio come l’acquario per i pesciolini.

Cari amici genitori ed educatori, comunicare attraverso messaggi negativi e circoscritti con i “bambini Grandi 1,2,3,4,5,6,7 e 8”, attiva nel cervello degli stessi la modalità “protezione” che, a sua volta, creerà una propria zona di comfort nella quale muoversi “facilmente” e in “sicurezza”. Esattamente, frasi del tipo: “Fermati”, “Ti farai male”, “Dove credi di andare”, “I sogni sono irrealizzabili”, “Torna con i piedi per terra”, “Accontentati”, “Trova un lavoro normale”, ecc…, inducono (nella maggior parte dei casi riuscendoci) a vivere una realtà diversa da come potrebbe essere e limitano il potere infinito del cervello.

Nella maggior parte delle volte, in questi casi, accade che i ragazzi rinuncino ai loro sogni chiudendoli in un cassetto, proseguendo senza emozioni e rifiutando ogni piccolo passo verso la loro vera indole. Essi vivranno, praticamente e mentalmente, tutta la vita in un personale “mondo sicuro”: senza cadere, senza sudare, senza subire sconfitte e senza forti emozioni. Oltre ad impostare una comunicazione positiva, i genitori dovranno proporre ai figli di accettare la sfida, come rotta da percorrere e come messaggio per comprendere i valori della vita. Essa è generata per raggiungere la massima evoluzione.

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